Il tempo non esiste

Una fotografia, un’immagine oggettiva alla nostra vista. Essa è cosa rappresenta, essa porta in se quello che è stato. Già, questo cambio di tempo verbale afferma che c’è stato un momento passato nel quale quell’immagine è stata realizzata. Un prima e un dopo, lo scorrere del tempo, ma cosa è realmente il tempo?

Young and Old

Tutti sappiamo cosa è ma difficilmente arriviamo a spiegarlo in maniera netta e precisa in poche parole.
Il tempo scorre e se il tempo scorre lo definiamo perciò posto da qualche parte, quindi in uno spazio, e i fenomeni periodici come per esempio la rotazione della terra o il moto di un pendolo sono gli elementi che prendiamo come riferimento per poterlo misurare.

Come affermò Lucrezio in De rerum natura, “Non si può dire che alcuno avverta il tempo separato dal movimento delle cose”; parafrasando diciamo dunque che è impossibile avvertire il tempo separato dal movimento di un qualcosa in uno spazio.

I nostri calendari e i nostri orologi si basano su questo principio. Misurare un sistema di riferimento periodico per assegnare il concetto convenzionale di tempo. Tale meccanismo per essere considerato credibile e certo deve presupporre che i propri riferimenti non cambino e che restino costanti nello spazio. Grazie ad Einstein sappiamo che spazio e tempo sono la stessa cosa e che quindi non è più possibile a oggi considerarli come entità separate. Immaginando, se lo spazio non esistesse allora niente avrebbe più un senso perché nulla esisterebbe più. Precedentemente le teorie del fisico tedesco si pensava che lo spazio fosse assoluto e che il tempo andasse avanti imperturbato. Molto importante per arrivare a queste nuove considerazioni fu lo studio e la misurazione per arrivare a scoprire la velocità della luce. Fu scoperto che essa non può essere superata da niente in natura, che viaggia sempre alla stessa velocità (C) e che non si comporta secondo le regole della fisica Newtoniana. Einstein prese questi dati, li confermò e da qui arrivò a dire che il tempo non è uguale per tutti.  Rivoluzione.

Riportiamo il famoso esempio del vagone del treno trasparente per spiegare questa affermazione:

Abbiamo due persone, una a terra a lato della ferrovia e l’altra invece posta dentro il vagone di un treno, al centro, il quale ha le pareti lunghe completamente trasparenti e sui lati corti due pareti specchiate. Sopra la testa della persona all’interno del treno è posta una lampada; al momento in cui il vagone transita davanti all’osservatore esterno questa si accende. Immaginiamo adesso di vedere tutta questa azione estremamente rallentata. Per l’osservatore all’interno del vagone i raggi di luce emessi dalla lampada rimbalzano simultaneamente nelle pareti specchiate e ritornano verso di lui contemporaneamente. Lo stesso fenomeno per la persona esterna ha invece comportamenti diversi. Per l’osservatore esterno la luce si accende nello stesso istante di quello interno, però vedrà arrivare prima verso la parete specchiata il raggio che viaggia nella direzione opposta a quella del movimento del treno rispetto al raggio opposto che viaggia nella stessa direzione. Simultanei due eventi per uno, non simultanei per l’altro. In modo sintetico abbiamo visto un esperimento che ha mostrato la relatività dello spaziotempo.

Train

Strettamente correlato al concetto di spaziotempo c’è il concetto di gravità. Cosa è la gravità in poche parole? Essa è la conseguenza della curvatura dello spaziotempo creata dalla presenza di corpi dotati di massa o energia (una piccola massa a grande velocità o una grande massa in quiete hanno lo stesso effetto di deformazione sulla curvatura dello spaziotempo circostante).

L’esempio più lampante della gravità è proprio il nostro sistema solare, dove l’abbondante massa del Sole riesce a deformare lo spaziotempo in modo da “tenere” intorno a se (in orbita) i pianeti come il nostro e quelli vicini a noi.

Spaziotempo

Ecco spiegato il tutto:

Noi viviamo in un universo fatto di spaziotempo deformato; il tempo in se non esiste. Queste deformazioni rendono il tutto relativo in base al valore della massa di un oggetto o di una certa quantità di energia.

Per noi, esseri macroscopici che siamo, è innegabile il bisogno di riferimenti fisici che scandiscano le nostre fasi di vita. Giorno e notte, l’ora dell’orologio o i giorni sul calendario dovuti alla rotazione della terra, questo è il nostro tempo. Ma quelle che a noi sembrano azioni o i momenti che si sviluppano in un prima e in un dopo non sono nient’altro che eventi che trovano la loro evoluzione e svolgimento nell’Entropia; e cosa è?

Il secondo principio della termodinamica afferma che l’energia termica (il calore) fluisce sempre da un corpo più caldo a uno meno caldo e mai in direzione contraria. L’energia, cioè, si ridistribuisce finché il sistema costituito dai due corpi raggiunge un equilibrio completo, entrambi hanno la stessa temperatura e non è più possibile il passaggio di calore dall’uno all’altro. L’entropia può essere definita proprio come la misura del grado di equilibrio raggiunto da un sistema in un dato momento; ed ecco perché sembra che tutto vada verso una direzione, ecco perché ci sembra che il nostro tempo abbia una freccia.

Il nostro tempo è dunque una visione relativa di eventi che accadono in un universo deformato da masse e energia.

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