Per me, per voi. Siamo Uomini.

Noi; tutti uomini; alla fine tutti uguali.
Ognuno porta dentro di se qualcosa di diverso dall’altro che ci rende nell’uguaglianza straordinariamente unici.
L’umanità ha il mondo come casa; le persone lo abitano e nessuno può esser sfrattato.
Quanto è bello vivere assieme, anche se spesso ci dimentichiamo di essere tutti “fratelli”.
Siamo cresciuti; dalla preistoria, quando regnava perlopiù l’istinto, all’inizio della vera evoluzione umana, quando abbiamo imparato ad usare l’ingegno per migliorarci e facilitarci la nostra esistenza; fino ad oggi, dove insieme siamo diventati una società sviluppata, fatta di tecnologia, leggi e valori sociali ed economici.
Sappiamo leggere e scrivere, sappiamo comporre musica, sappiamo disegnare, sappiamo creare, sappiamo costruire, abbiamo imparato a conoscere molte leggi della natura, sappiamo usare l’elettricità, sappiamo progettare computer, auto e robot, sappiamo curarci, sappiamo viaggiare con mezzi ultra tecnologici, sappiamo comunicare; grazie a noi il progresso scientifico e la tecnologia proseguono spediti.
Riusciamo ad esternare i nostri sentimenti, riusciamo ad emozionarci, sappiamo far capire agli altri quello che proviamo dentro di noi e sopratutto sappiamo amare.
– << Gli uomini sanno fare tutto questo? >>
– << Si, lo sanno fare, e continueranno a farlo. >>
– << Ma, allora perché esiste il maligno? Ho visto fare alle persone cose brutte, anzi bruttissime. Se il genere umano è arrivato a fare tutte queste cose e ad avere tutti questi valori come può arrivare a far del male? Come può andare contro un suo simile? >>
– << Le persone volendo sanno usare molto bene la parte razionale di se stessi ma spesso prevale l’istinto e l’egoismo e ciò accade quando non si ha il pieno controllo della propria anima. Molte volte sappiamo condividere con gli altri cose, emozioni e sensazioni, ma quando arriva il momento di lottare per la supremazia dell’individuo singolo sul resto, allora entra in gioco la parte egoista che cerca di favorirsi nelle diverse situazioni a scapito degli altri; una specie di lotta dove vince chi è più “forte”. >>
– << E chi sono i più “forti”? >>
– << Al giorno d’oggi la forza di un individuo non dipende più generalmente dalla forza fisica; oggi spesso una persona si sente potente quando possiede un grande patrimonio, sopratutto economico, grazie al quale può avere la supremazia sul resto della popolazione, anche perché è questo suo patrimonio che gli consente di avere una quantità di beni e servizi superiori per sopravvivere, vivere e poi, come dico io, supervivere rispetto alle altre persone. >>
– << L’uomo allora è spesso avido e alla fine pensa alla “sopravvivenza” della sua supremazia su gli altri. >>
– << Si, generalizzando la visione d’insieme degli uomini è questa; solo che le persone non capiscono che in natura esiste si la “legge del più forte” ma non può esistere nella società dell’umanità perché poi se si estremizza questo aspetto, in futuro si potrebbe arrivare ad arrecare gravi danni all’evoluzione e alla vita della nostra specie. Ma anche se questa “legge” non vene portata all’estremo, è il principio che conta, ovvero non possiamo lottare l’uno contro l’altro ma dobbiamo lottare assieme per migliorare la vita degli uomini, non di uno solo lasciando così il resto in secondo piano. C’è troppo divario oggi tra alcune persone ed altre.
In molti muoiono per poco altri vivono con tanto; in molti vanno avanti con poco altri restano fermi con tanto.
Le persone devono capire che la convivenza nel rispetto reciproco è essenziale per avere il miglior sviluppo e progresso della vita, in tutti i sensi. >>
– << Quindi più forte deve essere il genere umano, dove del quale devono fare parte uomini che guardano intorno a se, senza dimenticarsi di chi hanno accanto; solo così potemmo crescere e migliorare ancora. >>
– << Esatto, tutti abbiamo delle qualità diverse dagli altri ed è proprio questo che ci rende forti nella nostra unicità, però come dicevo prima, siamo tutti uomini e queste nostre doti dobbiamo metterle a servizio dell’umanità perché così poi porteranno benefici anche a noi stessi che abbiamo dato il nostro contributo.
Persone siamo e persone resteremo, tu come io, voi come noi. Non dimenticarti; non sei solo. Fratello è chi è uomo. >>

Pensiamoci, guardiamoci, ascoltiamoci. Riflettiamo, siamo straordinari, siamo unici; in questi gesti, in questi aspetti che sembrano banali e talvolta dovuti, nella nostra vita si cela il grandioso mosaico che compone l’esistenza e l’essenza dell’umanità.
Adesso siamo qui, respiriamo; il mondo è di chi lo vive e perciò appartiene anche a noi. Il nostro istinto è di sopravvivere per restare in questa nostra casa che è la Terra, ma ricordiamoci che non siamo soli. La natura da quando veniamo alla luce ce lo ha insegnato.
Nel mondo animale la sopravvivenza diventa una lotta quotidiana. Le varie specie contrastano spesso per avere una supremazia. Per esempio il predatore caccia la sua preda perché è il suo istinto che gli impone di farlo per poter mangiare e continuare a sopravvivere. Così a sua volta fa la preda, che tenta di fuggire dal cacciatore per lo stesso identico motivo dettato ancora una volta dall’istinto naturale di sopravvivenza. Tutte le forme di vita hanno dunque un unico scopo, ovvero perdurare più a lungo possibile per poi potersi riprodurre per far progredire più a lungo possibile la propria specie. Grazie ad una lotta tra animali più “forti” e più “deboli” avviene una selezione naturale per la quale poi sarà la specie più evoluta e vigorosa che avrà la meglio e potrà continuare a vivere per svilupparsi ed evolversi.
Per avere un altro esempio di specie animale “forte” e “debole” potremmo citare la preistorica era glaciale. Anche in una situazione del genere le specie sopravvissute sono quelle che si sono adattate e hanno resistito meglio al grande freddo, le altre invece non ce l’hanno fatta e sono estinte.
Pantarei, tutto scorre. Il mondo cambia e anche la sua vita si evolve. Noi uomini lo sappiamo bene, abbiamo saputo potenziarci grazie al nostro ingegno e così siamo arrivati fino ad oggi. Ora siamo diventati Animali Politici, gestiamo la nostra società e dunque anche la nostra specie. Siamo riusciti nella storia ad andare avanti, malgrado molti eventi catastrofici e crudeli. Riferendoci puramente alle persone come elementi singoli, queste spesso dicono che hanno imparato molto dagli errori storici passati, però è difficile da dire che queste lezioni siano state imparate veramente. Ogni individuo per imparare veramente deve prima misurarsi eventuali situazioni sulla propria pelle, facendo tesoro delle proprie esperienze personali; è però innegabile che dal punto di vista di società, alcuni tra i terribili fatti di livello mondiale accaduti in passato non verranno ripetuti.
Spesso siamo deboli, spesso ci lasciamo trascinare, spesso è la nostra voglia, il nostro istinto di prevalere sul resto che ha la meglio su di noi. Avere il potere, avere una supremazia, spesso economica, come detto in precedenza, ci rende egoisti e ci mette contro gli altri. Il guadagno dovrebbe essere come un elemento che ci permette di avere determinati servizi per sopravvivere e vivere a livello personale ma il quale è dovuto da un benessere dato al resto della società umana grazie al nostro lavoro, il quale ha contribuito e contribuirà a rendere il tenore di vita del resto della popolazione su un livello accettabile. Dovremmo riuscire a produrre pensando al fatto che stiamo operando per tutti, non solo per avere un guadagno per noi stessi. Il risultato dei nostri sforzi si tramuta in un beneficio per l’intera società e quindi per la specie umana, questo a sua volta significa guadagno anche per noi che abbiamo prodotto lavoro. I beni e servizi che poi arrivano ci arrivano sono frutto dell’attività del resto della società, oltre che dei nostri sacrifici. Questi vantaggi non si possono avere invece quando l’individuo tenta di avere un extra guadagno personale rispetto al suo vero sforzo lavorativo, così si tenta di arrivare ad un introito individuale maggiorato e sproporzionato e ciò poi porta ad avere una maggiore supremazia economica sugli altri che invece hanno un giusto rapporto lavoro-guadagno. Quando avviene una situazione simile, la distribuzione del patrimonio si altera e così alcuni individui ottengono più vantaggi rispetto ad altri; ecco che allora per alcune persone aumentano i beni e gli interessi e per altre aumentano i disagi e le difficoltà, tutto proporzionato rispetto al patrimonio che uno possiede; questa situazione dunque, vista in generale, crea delle disuguaglianze nella popolazione mondiale ed è così che poi si ha questa “lotta” per avere un maggior patrimonio rispetto agli altri, il problema è che così facendo si mettono gli uomini l’uno contro l’altro arrivando ad un conflitto dove alla fine chi riesce a spuntarla è colui che possiede di più.
Tutto dunque si collega, le persone con patrimonio maggiore oggi hanno vantaggi maggiori e quindi questa competizione tra più “forte” e più “debole” finisce con il risultato scontato della supremazia di chi possiede maggiore potenziale. Il problema è che così facendo mettiamo contro uomo ad uomo, persone che appartengono appunto alla stessa specie; ma se lo scopo della nostra esistenza è quello di far vivere più a lungo sulla Terra la specie umana nel miglior modo possibile, perché l’uomo alla fine pensa da individuo unico? Perché pensa al proprio interesse e non a quello dell’intera popolazione? Dobbiamo far progredire l’umanità e noi ci mettiamo contro l’un l’altro, ci facciamo del male perché vogliamo, desideriamo di più di chi ci sta accanto senza pensare che, se ognuno lavora pensando anche al prossimo e non solo a se stesso, allora potremmo stare tutti meglio ed avere di più con maggiori vantaggi.
Il guadagno di ogni persona dovrebbe essere proporzionato rispetto alla qualità, alla quantità, alla difficoltà di lavoro e di beneficio che questo ha verso la società; in questo modo si avrebbe un trattamento equo di ogni individuo e verrebbero poi valorizzate le vere qualità delle persone, le quali nell’uguaglianza degli uomini farebbero valere la propria unicità.
Ogni persona nel proprio piccolo può produrre portando benefici alla società e alla nostra specie; impariamo a farlo tutti assieme; dobbiamo amare, dobbiamo volerci bene ed anche nelle difficoltà cercare di andare avanti. Non siamo soli. Lavoriamo per il mondo, così il mondo poi lavorerà per noi.
Per me, per voi. Siamo Uomini.

chagall-14
Il concerto (1957) – Marc Chagall

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s

Blog at WordPress.com.

Up ↑

%d bloggers like this: